GIOVANI DEMOCRATICI di MONTOPOLI  
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Un grazie particolare

In questi mesi al magazzino Conad di Capanne è stata scritta una bellissima pagina di solidarietà umana e di lotta sindacale.
 
Lo hanno fatto quei delegati di fabbrica e semplici lavoratori, italiani e stranieri, che non hanno voltato lo sguardo di fronte all’ingiustizia e si sono presi carico dei colleghi che si trovavano in condizioni di maggiore debolezza, che neppure conoscevano, che venivano da lontano e non parlavano la nostra lingua.
 
Si sono schierati al loro fianco consapevoli dei rischi che correvano e di trovarsi di fronte a nemici particolarmente potenti e pericolosi; hanno messo a rischio le loro certezze, il loro posto di lavoro, la loro stessa sicurezza pur di non fare compromessi con la propria coscienza. Qualcuno non ha avuto la forza di raccontare in famiglia la portata di quello che stava facendo, ma non si è tirato indietro.
 
Nel chiuso del magazzino, in silenzio, lontano dai riflettori e dai palcoscenici, hanno giocato una partita forse più grande di loro dandoci una grande lezione di vita.
 
Pur in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando e in un generale degrado culturale e valoriale in cui tutto sembra avere un prezzo, c’è ancora chi non vende la propria dignità.
 
Questi lavoratori ci hanno lanciato un forte messaggio di fiducia e di speranza che abbiamo tutti il dovere di raccogliere. Il berlusconismo non ha ammorbato tutti; questo Paese ha ancora gli anticorpi per sconfiggere il cancro dell’egoismo e del qualunquismo.
 
Per questo ci sentiamo particolarmente grati a questi lavoratori e rivolgiamo loro un semplice ma sentito GRAZIE.

 


"Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro.
Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri."

 
(Don Lorenzo Milani, lettera ai cappellani militari, 11 febbraio 1965)

 
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